Preghiere dei giovani

Presentiamo una piccola raccolta di preghiere dedicate ai giovani. Nel tempo saranno aggiunte nuove preghiere che andranno ad ampliare la seguente rubrica.

Preghiera del Pellegrino

(di don Antonio Magnotta, omelia del 5 agosto 2018)

Signore, dacci sempre questo pane! All’inizio del nostro pellegrinaggio Tu ci metti sulle labbra la vera preghiera, ci suggerisci cosa chiederti: il pane vero, quello che dura, che rimane per la vita eterna e che solo Tu ci puoi dare!
Signore, dacci sempre questo pane! Ti chiediamo perdono per tutte le volte che abbiamo cercato un pane seduti presso la pentola della carne, un pane che ci ha riempito, saziato, ma non ci ha dato vita eterna, vita piena!
Signore, dacci sempre il pane vero e dacci l’intelligenza di distinguere ciò che sazia veramente: c’è un pane consumato alla pentola della carne, un pane consumato da schiavi, con il cuore annacquato, pieno di compromessi, spesso sporco, riempito del fango dell’egoismo, impantanati nella sporcizia di un cuore che non sa di limpidezza, di retta intenzione, di sapienza.
Signore, dacci sempre il pane vero, quello che non ci fa sentire sazi di noi stessi, ma ci fa invece, continui e grati mendicanti dell’Amore Tuo.
Signore, dacci il pane che mentre lo spezziamo ci fa dire grazie, facci disprezzare quel pane, quel progetto di vita dove non c’è spazio per la gratitudine.
Fa’ che accolga il Tuo Pane, fa’ che accolga il pane dalle Tue mani: Sì, Signore, guardo le Tue mani che mi consegnano il Pane: sono mani di un fratello, mani che sanno di delicata tenerezza, mani che sanno toccare con misericordia, mani che mi assolvono e mi custodiscono. Perdonami, Signore, se ho preso il pane da mani anonime, finte, che mi hanno illuso, mi hanno fatto credere di saziarmi, ma erano mani d‘idoli, idoli costruiti da progetti vuoti e passeggeri, idoli che so che hanno occhi e non vedono, hanno narici e non odorano, hanno mani e non palpano.
Signore, fammi accogliere il Tuo Pane da Te, fa’ che accolga il Pane sentendo forte nel cuore la tua voce: mentre mi doni il Pane Tu ci sussurri una Parola che nessun idolo ci ha mai detto:”Voi siete miei amici”, mentre mi doni quel Pane, le Tue mani in silenzio si chinano su di me e lavano i miei piedi per darmi la forza di camminare, ricco solo della tua abbondanza,  della certezza che mi sei al fianco, sei con me fino alla fine. Questo mi sazi, sempre, Signore e non cerchi compagnie lontane, non mi fermi superficialmente facendo di me un uomo vecchio che si corrompe seguendo passioni ingannatrici.
Signore, dacci il pane che ci fa uomini nuovi, creati secondo Dio nella giustizia e nella vera santità: dacci sempre il pane che ci fa uomini e donne integri, autentici, limpidi, non cristiani annacquati, né che si accontentano di briciole avvelenate: dacci il pane che cercava Lazzaro, dacci il pane di Maria, la sorella di Marta, che ha cercato il pane della Tua Parola, dacci il Pane di Betlemme, che sa di povertà, ma è più gustoso, dacci il Pane di Nazareth che ha il sapore di casa e di famiglia, dacci il Pane di Gerusalemme che ha il sapore del Cenacolo e della fraternità.
Signore, fa’ che nel deserto delle mie giornate, sappia con stupore grato raccogliere dalla tua provvidenza quel pane che fa camminare ogni giorno:
Signore, dammi il pane per ogni giorno: non mi far cercare il pane falso dei fuochi d’artificio, dell’esuberanza, dell’appagamento di un momento, ma mi paralizza e mi ferma continuamente;
Signore, donami, invece, il pane della ferialità: fammi gustare la quotidianità, dammi il pane che mi permette di vivere oggi, che mi fa apprezzare la monotonia delle giornate, regalami quel pane gustoso che mi ha apprezzare la vita, quel pane che mi fa gustare ogni momento umile e feriale, dacci quel pane che non mi fa vergognare di me stesso, che mi fa credere che ogni mia giornata è una ricchezza abbondante di germogli umili e stupendi.
Tu, Signore, preferisci una Chiesa feriale, più che dei grandi appuntamenti, una Chiesa umile che sa stare attorno alla mensa della condivisione e della fraternità:
Signore, dacci questo pane: allontanaci dal pane consumato nella solitudine, consumato nella superbia di bastare a se stessi, consumato lontani da quel Regno dove, invece, i poveri siedono, dove gli umili si rallegrano perché si riconoscono guardandosi negli occhi.
Signore, dacci  sempre quel pane che ci costringe ad alzare la testa, quel pane che si consuma nel cammino, che ti fa guardare gli occhi del fratello, che ti fa sentire la gioia di dare, l’umiltà e non la presunzione di servire, ma l’orgoglio impagabile che non sto facendo in favore a chi mi è accanto, ma insieme stiamo condividendo l’abbondane pane che tutti abbiamo ricevuto dal cielo e che il Padre, mediante la Tua santa umanità, la tua carne, ci ha donato senza alcuna tircheria, senza considerare un tesoro geloso la Tua uguaglianza con Dio.
Signore, dacci mani laboriose che si danno da fare, mani come quelle degli apostoli che Tu hai guardato mentre pescavano e riassettavano le reti, mani che s’impegnano per il pane che rimane per la vita: facci credere alla tua opera, facci credere che solo Tu dai Vita eterna, vita piena, pienezza. Il Tuo Pane e l’amicizia con te danno pienezza di senso e così oggi nell’accostarmi ancora una volta possa sentire nell’Eucarestia la presenza di una vita dove non mi manca nulla.
Vengo a Te, mi rifugio in Te: Signore, toglimi l’ansia di fare cose, di ostentare capacità, ma fa’ che tutto ciò che compio sia solo perché in me si compia l’opera di Dio: credere in Te, mandato dal Padre.
Signore, fa’ che mentre cammino, mi affido e mi consegno a Te, abbandono tutto alla tua Grazia e alla Tua amicizia.
Signore, fa’ che questi giorni ci permettano di gustare il Paradiso: ci nutriremo di cielo, cammineremo perché la nostra storia sia cielo. Come Pietro oggi vogliamo dirti: Signore da chi andremo?
Signore, io con Te sempre, non posso mai separarmi da Te, mai, nessun giorno della mia vita, fino all’ultimo respiro, perché se cammino con te non avrò mai fame, se credo in te non avrò mai sete. Amen.



Preghiera degli animatori

(di don Antonio Magnotta)

Signore, grazie per il dono impagabile di essere educatore,
educatrice di ragazzi e ragazze giovanissimi.
Se mi fermo a pensare a ciascuno di loro,
emerge la luminosità di sguardi,
il sorriso che mi hanno regalato,
il grigiore di qualche tristezza,
la lacrima di qualche delusione,
la tenacia e l'insicurezza di muovere passi verso la vita,
la confidenza del loro cuore,
l'improvviso fiume di tante parole,
la preoccupazione per tanti silenzi o assenze…
Grazie, Signore, perché mi hai chiamato ad accompagnarli dentro la mia comunità.
Oggi li presento a Te chiedendoti di benedirli.
Possano incontrare davvero la luce dei Tuoi occhi,
la confidenza della Tua amicizia,
la sicurezza dei tuoi piedi che si mettono accanto nel cammino,
la tenerezza e la forza delle Tue mani,
la bussola della Tua Voce.
Regalami di non tradire mai la loro innocenza,
domani un cuore per loro, ma ricco di fede;
fammi strumento, mai padrone;
rendimi sale e luce,
cancella ogni mia insipidezza e oscurità,
fammi con loro aggrappare alla Roccia del Tuo Amore,
insieme possiamo percepire il fiato e l'affetto della Tua misericordia. Amen



Preghiera della Festa Diocesana per gli adolescenti

(di don Antonio Magnotta)

Quanti selfie, Signore?
Sì, lo riconosco! Ne faccio tanti da solo o da sola,
davanti allo specchio della mia camera,
tantissimi in luoghi e in situazioni più strane,
con gli amici nei momenti spensierati e di festa,
in parrocchia, a scuola, alla fine di una partita, in gita, sul pullman, in metro…
in un momento in cui non mi va di pensare a nulla….
qualche volta per fissare un'emozione, per ricordare un evento,
per dire a tutti: qui ci sono stato, qui ci sono anche io!
Sì, Signore, vorrei esserci anch'io, ci tengo ad affermare la mia identità,
a dire a tutti: esisto, vivo, ci sono!
Anche Tu hai sentito il bisogno di dire: non sono un fantasma! Sono vivo!
Ma Tu lo hai potuto dire solo dopo averci amato fino alla fine,
ci hai fatto capire che una persona lascia la sua firma,
non è un fantasma solo se si è donata!
Sì, Signore, noi siamo qualcuno solo se amiamo,
solo se non chiudiamo il cuore in un selfie,
ma lo trasformiamo in una sorgente di amore!
Signore, Tu oggi mi dici: A che cosa selfie?
Mi fai capire che ci sarò anche io nel mondo
solo se provo a rispondere alla domanda: a che cosa servo?
Grazie, Signore, perché il selfie più vero
è quando cercherò di trasmettere attraverso i miei occhi i tuoi,
nelle mie mani le tue, nel mio cuore il tuo e mi farò la domanda:
A che cosa serve la mia vita?
E saprò che Tu hai pensato per me cose grandi:
se servirò solo ad una persona avrò fatto il selfie più bello della mia storia!
Amen



Preghiera degli educatori e dei genitori per i figli

(di Sua Ecc. Mons. DE DONATIS, Vicario Generale di Sua Santità)

O Padre, ci rivolgiamo a Te all'inizio di questo anno nel quale la nostra comunità desidera dedicarsi in maniera rinnovata a servizio della crescita dei ragazzi e dei giovani.
Siamo consapevoli che il futuro passerà dal modo con cui saremo riusciti a rendere sensibili, forti, libere le coscienze di coloro che oggi sono giovani.
Sappiamo che non possiamo lasciare a se stesse le nuove generazioni; né che possiamo lasciare genitori, educatori e insegnanti soli a portare la responsabilità di dare un senso e un orientamento alla loro vita.
Vogliamo tutti insieme, come comunità, assumerci il compito di dare ai ragazzi e ai giovani ragioni di vita e di speranza; vogliamo con loro credere nel futuro. Vorremmo riuscire a fare loro toccare con mano, nelle nostre esistenze, che la vita vale la pena di essere vissuta e che, alla luce del Vangelo e sulla traccia del tuo Figlio Gesù, essa acquista una vastità di orizzonti, una pienezza e un'intensità che va al di là di ogni possibile desiderio.
Siamo coscienti di aver contribuito a preparare per loro una società che ama più le cose che le persone, che esclude i deboli, che non si indigna per l'ingiustizia e non sa più piangere per il dolore dell'altro.
Tu sai, Padre, che anche gli adulti sono spesso sopraffatti dalla stanchezza, spenti dalla disillusione, e che la vita appare loro talvolta più un peso che una benedizione.
Sappiamo quante volte non abbiamo saputo orientare i desideri dei più giovani, non abbiamo saputo trovare le parole giuste per comunicare loro la bellezza della vita e della fede; quante volte non siamo riusciti a riconoscere e ad accogliere le loro spinte al bene o non abbiamo saputo rispettare e decifrare i loro silenzi.
Come discepoli del tuo Figlio, non abbiamo saputo far vedere tutta la bellezza di una vita vissuta secondo il Vangelo.

Padre, mentre ti chiediamo di avere misericordia per le nostre povertà, invochiamo con ancora più forza il dono del tuo santo Spirito, senza il quale nulla ci è possibile.
Sostenuti da te, sentiamo di poterti presentare il nostro rinnovato impegno.
Desideriamo impegnarci in modo nuovo per l'educazione delle nuove generazioni.

- Ci impegniamo a sentire tutti i nostri ragazzi e giovani come figli nostri, e ad ascoltarli nel loro bisogno di vita, di amore, di pienezza, di gioia;
- Ci impegniamo a fare loro vedere con la nostra vita di ogni giorno quanto sia bella, buona e gioiosa un'esistenza che si svolge sotto il tuo sguardo di Padre e che attinge al Vangelo di Gesù;
- Ci impegniamo ad avere uno sguardo di predilezione per i ragazzi più fragili, quelli che sono stati troppo poco amati e che rischiano di non credere più in nulla;
- Ci impegniamo a far sì che le ragazze e le giovani siano rispettate per la loro dignità ed educate a custodire per tutti quella riserva di tenerezza di cui ha grande bisogno la società;
- Ci impegniamo a sostenere le famiglie, a diventare ogni giorno alleati dei genitori in quel compito educativo che sentiamo anche nostro;
- Ci impegniamo a non pretendere dai giovani che siano migliori di noi, ma insieme con loro vogliamo dar vita ad un mondo pienamente umano;
- Ci impegniamo a far loro posto nella nostra comunità e nella società, consapevoli che la giovinezza della Chiesa ha bisogno della loro presenza, del loro pensiero, del loro cuore, della loro novità.

Ti presentiamo Padre la nostra preghiera per l'intercessione di Maria, Madre di Gesù e Madre di ogni donna e uomo. Lei, che conosce la bellezza e la fatica di accompagnare verso la vita il giovane Gesù, sostenga il nostro cammino. Amen



Preghiera allo Spirito Santo

(di don Antonio Magnotta)

Spirito Santo,
vieni nel cuore di noi giovani.
Vieni a distruggere i catenacci con cui abbiamo diligentemente inserrato i nostri cuori;
liberaci dalla paura che ci paralizza e rende sterile ogni progetto di bene;
annulla le divisioni che creano incomprensione ed ostilità, che ci illudono che siamo noi stessi solo se l'altro rimane nemico.

Spirito Santo,
vieni a riempire ogni spazio della nostra vita, luoghi, relazioni, affetti, progetti e permetti che ogni parola, ogni azione, ogni scelta sia vissuta in Te, rimanendo immersi in Te.

Spirito Santo,
facci gustare la presenza di Gesù, non farci mai perdere la dolcezza di essere suoi amici.

Spirito Santo,
metti nel cuore di noi ragazzi l'urgenza di andare, l'ansia di consacrare il mondo a Te,
l'impegno a far diventare ogni cosa Tua proprietà,
tutto ciò che è nel mondo c'impegniamo a farlo diventare Tua proprietà.

Spirito Santo, facci diventare una cosa sola,
tenaci costruttori di comunione,
facci capaci di comprendere e di comprenderci e fa' che l'unico linguaggio credibile rimanga per noi quello della misericordia,
di ragazzi e ragazze perennemente perdonati. Amen.